Giulia Dal Pozzo: “A Roma ho vissuto una settimana da sogno. Sarebbe stupendo giocare una semifinale anche a Milano”

Ha scalato in poco tempo il ranking e scritto una pagina storica del padel femminile italiano. Mentre Flavio Cobolli sognava in grande al Roland Garros di Parigi, al BNL Italy Major Premier Padel di Roma, Giulia Dal Pozzo conquistava la semifinale in coppia con Nuria Rodriguez, diventando la prima giocatrice azzurra a raggiungere un obiettivo così importante in un major.

Mi sono resa conto di quello abbiamo fatto, a poco a poco, con il passare dei giorni perché a Roma è stato tutto molto veloce e inaspettato – ha spiegato Giulia Dal Pozzo alla nostra redazione – Abbiamo vinto una partita dopo l’altra, ci siamo godute il momento tra interviste e altri impegni che abbiamo avuto tutti i giorni. Diciamo che abbiamo fatto fatica a capire bene cosa avevamo fatto. Adesso se mi fermo capisco di aver raggiunto una semifinale in un major. Veramente non trovo le parole per spiegare tutte le emozioni che abbiamo provato“.

Quanto è cambiata la tua carriera dopo quella semifinale?

È cambiata tantissimo, da una settimana all’altra. Alla fine sono la stessa giocatrice, però per certe cose no perché grazie a questo risultato ora c’è più consapevolezza per quanto riguarda il livello che posso esprimere. È cambiato molto il ranking, e questo a livello di padel dice tanto. Ho fatto un salto veramente grande“.

Possiamo definirlo il punto di svolta della tua carriera?

Direi di sì, per il momento sì. Speriamo si possa ripetere in futuro. L’intenzione è quella. È un risultato che è arrivato molto in fretta. Gioco da tre anni e tutti i progressi che ho fatto sono arrivati abbastanza velocemente“.

Che sensazioni si provano a giocare al Foro Italico?

Al Foro Italico avevo già giocato due anni fa sul Pietrangeli, l’anno scorso sempre con un wild card con Sara Errani in tabellone. È una sensazione indescrivibile. È il sogno di tante giocatrici e io ho avuto la fortuna di viverlo anche più volte, infatti quest’anno ho giocato più partite sul Pietrangeli e poi anche sul Centrale. Quando entri in campo e vedi le  persone che ti circondano capisci che stai realizzando un sogno“.

Dal tennis al padel, la scelta di Giulia Dal Pozzo

La tua crescita, così come quella di altri ragazzi azzurri, è la conferma anche dell’ottimo lavoro che sta facendo la federazione?

Sì, la federazione ci aiuta. È un bel lavoro che stiamo facendo insieme con il mio maestro Carlo Conti. Qui in Italia penso che stiamo facendo dei grossi passi in avanti. Possiamo ancora migliorare tanto e penso che nei prossimi anni lo faremo ancora di più“.

Quanto è stato difficile passare dal tennis al padel?

Passare dal tennis al padel non è facile. A molti può sembrare uno sport simile, però poi quando inizi a farlo a livello professionale è uno sport completamente diverso. Io ho giocato tutta la mia vita a tennis, da quando avevo tre anni. Mia mamma è stata giocatrice, è stata la mia allenatrice. Diciamo che sono nata un po’ con la racchetta in mano. Poi ho smesso a 16/17 anni e ho scoperto il padel e ho iniziato a giocare sia a tennis che a padel. Però è durato poco, perché sono due sport alla fine molto diversi e quindi è difficile fare entrambi allo stesso tempo. Ho preso la strada del padel, dove mi sentivo più me stessa, più felice e mi divertivo di più”.

Da lì ho iniziato a giocare tutti i giorni a padel, gradualmente. È stato però stato un cambio difficile. Per chi viene dal tennis diciamo che è vantaggioso sotto alcuni punti di vista, però per gli altri bisogna abituarsi a un nuovo sport completamente diverso. È stato un passaggio graduale, difficile, però adesso penso di essere ad un buon punto con la mia crescita“.

Cosa vuol dire trovarsi di fronte Gemma Triay e Delfi Brea?

Giocare contro le numero uno fa il suo effetto. Abbiamo già giocato quest’anno per la prima volta a Cancun, in Messico, e abbiamo fatto una prestazione un po’ sotto livello e poi abbiamo avuto un’altra possibilità al Foro in cui penso di aver gestito la partita molto meglio. Ovviamente avere dall’altra parte del campo due numeri uno si sente, però piano piano ci stiamo rendendo conto del nostro livello, siamo arrivate in semifinale con la consapevolezza che c’eravamo arrivate da sole, vincendo partite e che nessuno ci aveva regalato nulla. Questo ci ha fatto anche entrare in campo mentalmente più forti per affrontare le numero uno“. 

A Milano per raggiungere un altro traguardo storico

Che consiglio daresti agli amatori?

Il divertimento è alla base. Se uno gioca a padel è perché è divertente. Si gioca in quattro, giochi con gli amici. Per un amatore è più divertente rispetto al tennis. Se uno vuole migliorare deve avere un obiettivo, che magari può anche essere guardare i professionisti e cercare di voler arrivare a fare come loro in un certo senso, nel limite del possibile, e magari prendere spunto per qualche colpo, per l’atteggiamento. E poi, ovviamente, bisogna aver voglia di lavorare sul campo con lezioni e partite. Se il padel rimane un hobby, la cosa però fondamentale è quella di divertirsi“.

Qual è il tuo obiettivo per il prossimo futuro?

A questa domanda faccio fatica a rispondere, perché mi sono resa conto in questi pochi anni che gioco a padel che sono arrivate tante cose inaspettate. Mai mi sarei aspettata di essere la 31 al mondo nel 2026. Un obiettivo fisso non ce l’ho. Diciamo che in tutte le partite entro in campo con la mia compagna per dare il massimo. Con costanza e lavoro penso che i risultati possano arrivare. Mi piacerebbe giocare un’altra semifinale e sarebbe bello farlo a Milano. A Roma non potevo chiedere di più. Giocare al Foro Italico davanti ad amici, alla famiglia e al pubblico italiano che in ogni punto ti sostiene è fantastico – ha aggiunto Giulia Dal Pozzo – È stata una settimana da sogno e sarebbe stupendo poterla rivivere a Milano“.

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