Giulia Sussarello è una delle giocatrici più importanti del panorama femminile italiano. È uno dei punti di forza della nostra nazionale ed è reduce dalla vittoria dei campionati Italiani 2025 in coppia con Emily Stellato. Tornata in campo dopo la nascita del figlio, la 34enne comasca guarda al futuro con ottimismo senza dimenticare i primi momenti passati tra pareti e griglie.
“Quando abbiamo iniziato, per noi giocatori, è stata un po’ una scommessa – ha spiegato Giulia Sussarello alla nostra redazione – ma questo sport ci ha subito preso talmente tanto, che abbiamo immediatamente creduto alla sua crescita e all’incremento di persone che si sarebbero poi dedicate al padel. Sia a livello amatoriale che professionale. Eravamo inoltre convinti del fatto che sarebbero arrivati risultati anche a livello internazionale. Spero e mi auguro che si continui su questa strada e che aumentino sempre di più i risultati degli italiani e dell’Italia in giro per il mondo“.
In una recente intervista, parlando della nazionale, hai dichiarato che siamo cresciuti perché abbiamo studiato e sfidato chi era più forte di noi. Qual è la giocatrice dalla quale hai preso spunto per migliorare?
“Non c’è una giocatrice in particolare dalla quale ho preso spunto, però a me piace molto guardare le partite dal punto di vista tattico, capire cosa fanno i giocatori e soprattutto le giocatrici. Giocare molto all’estero mi ha aiutata tantissimo a capire di più la strategia di gioco, la tattica, come si muovono in campo le giocatrici di un certo livello e che tipo di scelte fanno. Mi affascina molto questo mondo“.
Giulia Sussarello: “Ai miei allievi insegno che…”

Come molti giocatori, anche tu hai un passato da tennista. È stato difficile passare dalla tennis al padel?
“All’inizio è stato abbastanza complicato. Quando ho iniziato a fare qualche World Padel Tour, veramente non si conosceva ancora questo sport. In giro c’erano solo spagnole e poche argentine, che incontravo nei tour, e poi c’eravamo noi italiane che non c’entravamo nulla e che giocavamo a tennis in un campo da padel. Poi, piano piano, giocando e confrontandoci con quel livello, abbiamo iniziato realmente a giocare a padel e da quel momento sì che è diventato davvero divertente“.
Qual è la prima cosa che insegni ai tuoi allievi?
“La prima cosa che dico sempre è che devono imparare ad avere controllo, perché a livello amatoriale le partite le vince chi commette meno errori. Ci sono davvero tanti gratuiti a livello amatoriale. Quindi la prima cosa che devono fare quando fanno lezione con me è fare attenzione al controllo, stare lì, una palla in più in campo, sia in difesa che in attacco. Solo dopo arriva il tirar forte e il voler chiudere il punto“.
Oltre al compagno di gioco, qual è il miglior alleato durante una partita?
“L’aspetto mentale, assolutamente. Io sono una che non molla mai, che ci crede fino all’ultima palla, che anche se sono sotto e ho il match point contro metto in campo tutto quello che posso dare. Secondo me questo è fondamentale. Soprattutto in uno sport come questo, dove le partite possono girare in qualsiasi momento“.
La maglia azzurra e l’emozione di Parigi

Escludendo l’Italia, qual è il torneo che preferisci e perché?
“Quello che mi ha dato più emozioni, anche perché è sempre stato il mio sogno da bambina, quando giocavo a tennis, è stato giocare il major di Parigi al Roland Garros. Averci potuto mettere piede con il padel per me è stato bellissimo“.
Un altro sogno realizzato è sicuramente quello di vestire la maglia della nazionale…
“I primi anni è stato qualcosa di indescrivibile. La prima volta che ho vestito la maglia della Nazionale ho provato un’emozione enorme. Quando sei in campo e rifletti sul fatto che stai giocando per l’Italia ti vengono i brividi. Adesso, ovviamente, c’è molta più consapevolezza. Però quando ti arriva la mail per la convocazione, che sai di dover ancora una volta rappresentare il tuo paese, è comunque una gratificazione incredibile. Quando sei in campo con la maglia azzurra è tutto molto diverso. Le emozioni sono amplificate e la tensione è alle stelle. Non è come un giocare un torneo ‘normale’, dove giochi solo per te stesso. Sia nel bene che nel male, le emozioni sono sempre molto, molto, più forti“.
Che voto daresti all’anno che ci ha lasciato da poco?
“Darei un sette. È stato un anno tranquillo, dove ho fatto quello che potevo fare, tenendo presente che comunque tornavo dalla gravidanza e dal parto. Sono abbastanza soddisfatta del 2025 e soprattutto è finito benissimo con la vittoria dei campionati italiani“.
Cosa ne pensi delle novità che introdurrà a breve la Federazione?
“Sono delle buone idee. Per chi si lamenta delle partite troppo lunghe, lo Star Point può essere una buona soluzione. La novità delle palline, mi sembra più una cosa divertente e scenografica. Quella della linea immaginaria per la battuta la reputo una cosa giusta, perché rende tutto più equilibrato anche sul servizio. Secondo me, alla fine, sono cose giuste. Fanno velocizzare un po di più il gioco tra un punto e l’altro e rendono più coinvolgente la partita per uno spettatore“.
Cosa ti aspetti dal prossimo futuro? Quali sono i tuoi obiettivi?
“I miei impegni sono sicuramente l’attività italiana, come ho fatto nel 2025, quindi slam, master slam, campionati Italiani e Nazionale. Quest’anno mi vorrei poi dedicare un pochino di più alla stagione FIP per riuscire a salire un po’ in classifica – ha concluso Giulia Sussarello – So che tornare al mio best ranking (la 37esima posizione) sarà molto difficile, ma vorrei comunque avvicinarmi il più possibile“.

One thought on “La nazionale, il Roland Garros e il tricolore: l’intervista esclusiva a Giulia Sussarello”