A poche ore dal suo debutto in coppia con Paquito Navarro, all’Oysho Milano Premier Padel P1, Martin Di Nenno ci ha rilasciato un’intervista in esclusiva.
Per molti giocatori, il Premier Padel di Milano è uno degli appuntamenti più belli del circuito. Cos’è che lo rende così affascinante?
“Ha ragione Paquito quando dice che qui il pubblico è molto caloroso e passionale. E d’altronde lo è per tutti gli sport, ovviamente anche per il calcio. A noi, essendo una coppia composta da un argentino e uno spagnolo, piace che la gente viva la partita con intensità, che si diverti e che si schieri a favore della coppia che preferisce. Per questo ci piace così tanto venire qui in Italia. C’è una grande affinità culturale ed è affascinante sentire questo calore da parte dei tifosi“.
Sei tornato in coppia con Paquito Navarro. Quali sono i vostri obiettivi?
“Al momento siamo la coppia numero 5 del ranking. Il nostro obiettivo principale è cercare di raggiungere la posizione numero 4. Abbiamo iniziato questo percorso come coppia numero 6, poi siamo riusciti a salire alla 5 e siamo stati molto vicini a giocarci il quarto posto contro Sanz e Stupaczuk, che stanno giocando molto bene“.
“Oltre al ranking, per ogni singolo torneo il nostro obiettivo costante è confermarci almeno nei quarti di finale o in semifinale, che è la media di risultati che stiamo ottenendo, continuando a sognare di poter raggiungere e disputare prima o poi una finale“.
Martin Di Nenno e il padel che cambia

Nel padel moderno, molto aggressivo e veloce, quanto è cambiato il ruolo del giocatore di destra?
“Questo sport è cambiato moltissimo dal punto di vista della preparazione fisica: oggi tutti i giocatori sono atleti straordinari. Un giocatore di destra tradizionale come me, abituato a un gioco più difensivo e di costruzione dello scambio, ora deve adattarsi. Sto lavorando per migliorare la mia condizione fisica, per schiacciare meglio e per essere più aggressivo in campo, perché il padel di oggi è diventato velocissimo e molto diretto“.
La fisicità a scapito della tattica?
“Dal punto di vista della tattica, studiamo la strategia in base agli avversari, ma dobbiamo anche essere realistici rispetto alle nostre caratteristiche. Mi piacerebbe poter colpire di potenza dal fondo come fa Juan Lebrón, ma non è la mia qualità principale. Quindi cerco di adattare il mio gioco a ciò che so fare meglio: essere solido in difesa, costante, e aggiungere aggressività quando serve“.
Martin Di Nenno, fuori dal campo con quali colleghi del circuito hai il rapporto migliore?
“Solitamente si crea un legame più stretto con il proprio compagno di squadra attuale, ma in generale ho un ottimo rapporto con molti colleghi. Tra i giocatori con cui sono più legato ci sono Fede Chingotto, Juan Tello, Paquito Navarro e Momo González“.
Quando siete in tour, riuscite a ritagliarvi del tempo per fare i turisti nelle città in cui giocate?
“Quasi mai. Quando il torneo finisce cerchiamo subito di tornare a casa. Per esempio, ora sono fuori casa da tre settimane di fila tra Rotterdam, Düsseldorf e Milano. Anche quando non ci sono tornei la settimana successiva, dobbiamo rientrare per allenarci e gestire gli impegni fisici e con gli sponsor. Appena usciamo da un torneo, la regola è prendere il primo volo e tornare a casa per recuperare“.
